Sansone Rafael

Giocatore – Mezzala
Nato a Montevideo (Uruguay) il 20-9-1910
Esordio in campionato: 20-9-1931, Bologna-Pro Vercelli 1-0

 

A volere in Italia Raffaele Sansone fu un suo… rivale. Proprio così: Pedro Petrone, bomber uruguaiano della Fiorentina, aveva posto come condizione l’ingaggio di Sansone, il connazionale capace di passargli la sfera come voleva lui. Raffaele Sansone viveva bene a Montevideo: il padre Pantaleone, originario di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, lavorava in Borsa, lui giocava a calcio nel Peñarol, ma per guadagnarsi la vita ai premi partita aggiungeva lo stipendio di addetto al carico e scarico merci di un cantiere. La proposta della Fiorentina (25 mila lire per due anni, più 2.500 lire al mese, il quintuplo di un impiegato) era impossibile da rifiutare e papà, dopo qualche resistenza, lo lasciò partire. Mentre Faele si imbarcava sul piroscafo, però, il console italiano lo prese da parte: «Niente Florencia, ma Bolonia: stessi soldi, nessun problema». Il tecnico rossoblù Felsner, da qualche mese a Firenze, aveva preso Pitto e Busini III dal Bologna e per farsi… perdonare in cambio aveva concesso Sansone. Questi fu accolto a Bologna dal connazionale Fedullo, che tanto aveva parlato di lui ai dirigenti. Per farsi apprezzare, a Faele bastò scendere in campo per il primo allenamento e provocare il mal di testa al difensore Martelli a forza di finte ubriacanti. La domenica il pubblico se ne innamorò in un istante: era una mezzala di tessitura, un raffinato campione che con Fedullo costituì una coppia leggendaria al servizio di Schiavio, non per niente subito capocannoniere. La sua intelligenza calcistica, le finezze mai fini a se stesse, quella finta che mandava per terra i difensori, l’abilità nel lanciare gli attaccanti come nel concludere in proprio furono colonne portanti del Bologna che dominò il campo nel periodo aureo, vincendo 2 Coppe dell’Europa Centrale (1932 e 1934), 4 scudetti (1935-36, 1936-37, 1938-39, 1940-41) e il Torneo dell’Esposizione di Parigi nel 1937. Un lungo discorso con una parentesi che rischiò di guastare tutto, quando, nel 1933, al momento del rinnovo del contratto, non gradendo il “prendere o lasciare” del presidente Bonaveri, decise di tornare in patria a curare quel pizzico di nostalgia che un poco gli rosicchiava i giorni. Tornò a giocare nel Peñarol, il presidente rossoblù pensò addirittura di smuoverlo convincendo la fidanzata del campione, Olga, a inviargli un telegramma per invitarlo a tornare, ma lei rifiutò sdegnata. Nell’estate 1934 il nuovo presidente Dall’Ara offriva un robusto aumento di ingaggio e Sansone, ottenuto ciò che voleva, riprendeva senz’altro il mare tornando ai suoi colori e alla sua bella, che sposava felicemente due anni più tardi. L’Italia da quel momento sarebbe stata definitivamente la sua patria. Dopo la guerra, i guadagni si erano volatilizzati e lui accettò l’offerta del Napoli: allenatore-giocatore. In realtà, giocò poco, in tutto quattro partite, ma guidò bene la squadra, che raggiunse il girone finale, chiudendo in quinta posizione, dietro i quattro squadroni del Nord. Così fu confermato come tecnico: conquistò un onorevole ottavo posto, ma alla terza stagione (1947-48) l’avvio disastroso gli fu fatale: dopo quattro sconfitte e un pareggio venne silurato e sostituito da Attila Sallustro. Poi, il primo ritorno a Bologna: Renato Dall’Ara a fine settembre della disgraziata stagione 1951-52, con la squadra penultima, decide di silurare Crawford e gli affida la squadra. L’ex fuoriclasse non ha però la bacchetta magica e dopo 2 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio, con la squadra a un soffio dalla zona retrocessione la panchina viene affidata a Giuseppe Galluzzi. Sansone proverà ancora a Bari, in IV Serie, con gli ex rossoblù Vanz e Cingolani, ma gli dirà male e finalmente tornerà a Bologna per restarvi. Dall’Ara lo prende con sé, come talent scout («Il giudizio di Sansone su un giocatore» dice il presidente «per me è come l’altare maggiore: è sacro!») e consigliere personale, nonché allenatore dei giovani. In questa veste molti anni dopo, nel 1966-67, vincerà il Torneo di Viareggio e la Targa d’Oro come migliore tecnico delle giovanili. È morto l’11 settembre 1994.

 

Palmares Rossoblù

      Campionato italiano 1935-36, 1936-37, 1938-39, 1940-41

   Coppa dell’Europa Centrale 1932, 1934

   Torneo Internazionale dell’Expo di Parigi 1937

 

Presenze rossoblu in Campionato 280 Reti 39
Presenze rossoblu in Coppa Italia 18 Reti 3
Presenze rossoblu in Europa 17 Reti 3
In Italia
1931-32  Serie A 25 4
1932-33  Serie A 27 5
1934-35  Serie A 24 3
1935-36  Serie A 27 7
 C.I. 2 0
1936-37  Serie A 29 3
 C.I. 1 0
1937-38  Serie A 29 3
 C.I. 3 1
1938-39  Serie A 27 6
 C.I. 1 0
1939-40  Serie A 30 2
 C.I. 2 0
1940-41  Serie A 22 2
 C.I. 3 0
1941-42  Serie A 21 3
 C.I. 3 1
1942-43  Serie A 19 1
 C.I. 3 1
In Europa
1932  Europa Centrale 4 1
1934  Europa Centrale 2 0
1936  Europa Centrale 2 0
1937  Europa Centrale 2 0
1937  Esposizione 3 1
1939  Europa Centrale 4 1

 

E’ sepolto in Certosa: Campo 1971 Sotterraneo – Corsia interna ovest – ossario 52

 

Per approfondire:

Sito: “Tremare il mondo fa”, scheda Sansone Rafael

Video: il ricordo di Sansone del Bfc1909 degli anni ’30

Video: SS Lazio –  Bologna F. C.  2 -1 ( De Maria, Sansone, Guarisi), del 21- 02- 1932

Video: SS Lazio – Bologna F.C. 0-2 (Reguzzoni, Schiavio), del 29-01-1933

Video: Roma – Bologna 0-1 1933-34

Video: Admira Wien – Bologna F.C. 1934 (3 a 2), finale di andata di Coppa Europa

Video: SK Admira Wien – Bologna F.C. 3-2, finale Coppa Europa, 5 settembre 1934