Gradi Arrigo

Giocatore – Mezzala/Ala Nato a Bologna il 2-11-1877 Esordio in campionato: 20-3-1910, Bologna- Sempre Avanti Bologna 10-0   Fu l’uomo che “colorò” il Bologna, fu uno dei fondatori, fu consigliere del club, fu l’“inventore” del fenomeno Felsner. Ma Arrigo Gradi fu innanzitutto un calciatore, uno di quei pionieri animati dalla passione per il gioco del calcio, contratta negli anni di studio in terra elvetica, che radicarono a Bologna il football contagiando altri giovani e fondando il club. Curiosa l’origine dei suoi studi all’estero: apparendo da ragazzo fisicamente carente, i genitori scelsero per lui un collegio nella Confederazione elvetica dove accanto allo studio si coltivavano con metodo anche le discipline sportive. In quei tre anni trascorsi là si appassionò allo sport, in particolare di scherma ed equitazione, poi trascorse un periodo a Berlino per fare pratica commerciale, continuando nel contempo a praticare il gioco del pallone. Quando fu richiamato a casa per cominciare ad applicarsi nel lavoro, non abbandonò la passione per il football. Attaccante ambidestro di eccezionale taglia atletica provvisto di un tiro poderoso, fu grande animatore delle sfide ai Prati di Caprara assieme all’amico (poliglotta come lui) Guido Nanni e poi presente la domenica mattina del 3 ottobre 1909 nella sede del Circolo Turistico Bolognese presso la birreria Ronzani a stendere l’atto ufficiale di nascita del Bologna. Nella circostanza, postosi il tema della divisa sociale (secondo la prassi dell’epoca riguardante solo la maglia, non calzoncini e calzettoni, di colore e fattura non necessariamente uniformi), fu lui ad avanzare una proposta: aveva con sé e mostrò ai presenti i due esemplari della divisa del Collegio Wiget di Rorschach in Svizzera, dove aveva studiato, riportando a casa al ritorno quel ricordo; era una casacca a scacchi rossi e blu, adottarla avrebbe comportato tra l’altro un risparmio economico,   dovendone   a   quel   punto   procurare  solo altre 8 (il portiere indossava un maglione di colore uniforme, solitamente nero). L’offerta venne immediatamente accolta e il Bologna ebbe la sua prima divisa. Colonna della squadra, Gradi vinse il Campionato emiliano nel 1910, ma due anni dopo, in una partita contro il Casale, si infortunò e dovette restare inattivo per parecchio tempo, praticamente fin quando scoppiò la Prima guerra mondiale e fu richiamato alle armi. Tornato dal fronte entrò nel Consiglio direttivo del Bologna e, «poiché un buon allenatore avrebbe certamente potuto portare un miglioramento sia ai singoli giocatori che al complesso della squadra», come avrebbe poi ricordato, si recò personalmente in Austria e Cecoslovacchia a cercare la pepita d’oro di un tecnico nella gran valle del calcio danubiano di cui all’epoca si raccontavano meraviglie: «Portai così a Bologna il Dott. Hermann Felsner, che insegnò veramente a giocare con intelligenza e precisione». Un colpo memorabile, che avrebbe indirizzato per decenni verso la gloria la squadra. Nell’ottobre 1927 Arrigo Gradi sposò a Trieste Maria margherita Luzzatto Fegiz, allieva di James Joyce (suo insegnante d’inglese). Fino a tarda età Arrigo Gradi rimase legato al Bologna, invariabilmente presente negli incontri casalinghi, alto ed elegante in tribuna centrale ancora pronto a entusiasmarsi come un ragazzino per un gol, un tackle, una parata che certo dovevano ricordargli il meglio della sua gioventù. Morì il 12 luglio 1969 a Lugano durante un viaggio sulle orme dei ricordi della sua adolescenza di studente, che lo aveva portato anche a rivisitare dopo oltre sessant’anni l’edificio e il parco di Rorschach, sul lago di Costanza, dove un tempo aveva studiato.  
Presenze rossoblu in Campionato 14 Reti 4
In Italia
1909-10  Campionato Emiliano 2 0
1910-11  Prima Categoria 6 2
1911-12  Prima Categoria 5 2
1914-15  Prima Categoria 1 0
    Per approfondire: Video: “Tremare il mondo fa”, scheda Gradi Arrigo