Goldoni Luigi

Presidente

 

Toccò a lui raccogliere il testimone lasciato da Renato Dall’Ara nel drammatico pomeriggio del 3 giugno 1964, quando il cuore del presidentissimo cedette di schianto. Facoltoso industriale nel ramo dei prodotti medicali (tanto che il suo cognome era in certo vernacolo popolare diventato sinonimo di uno dei suoi prodotti di punta), da tempo immemorabile amico dello stesso Dall’Ara, considerò un dovere passare dal ruolo di vice a quello di presidente. Il calcio non lo appassionava, ma aveva orgoglio e mezzi e aveva per le mani una squadra giovane e fortissima che prometteva di aprire un ciclo vincente. Così promosse Antonio Bovina direttore sportivo a tempo pieno e gli concesse mano libera al mercato: arrivaro giovani importanti per rinforzare la rosa: Muccini, Turra, Fara, Maraschi, Bui. tutta gente che poi avrebbe fatto una buona carriera. Ma la fortuna aveva girato le spalle e lasciò andare storto il primo turno di Coppa dei Campioni contro l’Anderlecht precipitando per contraccolpo la squadra nelle liti interne e nella crisi di risultati. A fine stagione, Goldoni licenziò su due piedi Bernardini e Bovina, richiamò come direttore sportivo Carlo Montanari e assunse un giovane tecnico emergente, Manlio Scopigno, Gli andò male (e anche questa volta il tempo avrebbe poi rivalutato quella scelta, con lo scudetto del Cagliari 1970), dovette cacciare il tecnico e sostituirlo con Luis Carniglia, che portò il Bologna ad un paio di eccellenti piazzamenti: secondo e terzo posto. Poi Montanari partì per Napoli, al suo posto Goldoni prese il vecchio drago Viani come direttore tecnico e la situazione divenne esplosiva. A gennaio il presidente caccia il tecnico , dando carta bianca al vecchio “Sceriffo”, che torna in panchina, e nonostante una piazza in ebollizione che lo contesta (e fischia pure Haller e Bulgarelli) risale fino al quinto posto. Intanto, però, Goldoni ne ha abbastanza. Il “rosso” di bilancio è di 300 milioni? Bene: ecco pronto Haller alla Juve per quella cifra, decisamente a buon mercato dato il valore ancora intatto del tedesco. Dopodichè Goldoni si fa da parte, cedendo nel giugno 1968 il club a Raimondo Venturi. Ora riposa in Certosa in una splendida cappella di famiglia progettata da Vaccaro con bassorilievi di Tot

E’ sepolto in Certosa: Campo Ospedali – Viale di accesso Sud – cappella 5L

 

Per approfondire:

Video: Dozza, la vedova Dall’Ara e il Bfc1909 degli anni ’60