Negozio Schiavio-Stoppani

E’ il negozio di abbigliamento, ubicato all’angolo tra via De’ Toschi e via Clavature, che fu di proprietà della famiglia Schiavio e che permise al campione del mondo di giocare tutta la propria carriera nel Bologna senza accettare alcun compenso. Non a tutti noto l’episodio che avvenne nel settembre del ’34, quando Peppino Meazza, laureatosi neo campione del mondo con Schiavio, lo venne a trovare negli uffici del negozio e gli disse: “Angelo, il nostro presidente ti vuole all’Inter. Si è messo in testa di radunare l’attacco della Nazionale. Ha già me, e dall’anno prossimo arriverà anche Giovanni Ferrari. Manchi solo tu. Pensaci, non voglio farti fretta. Però sappi che il presidente ti chiamerà molto presto, personalmente”. Lo stesso pomeriggio il presidente dell’Inter Fernando Pozzani lo chiamò dicendogli: “So quanto sei legato alla tua azienda e ti stimo anche per questo. Bene, di qui a sera vai nei tuoi negozi, misurane la superficie e fai la somma. Domani, quando ti ritelefonerò, dammi il totale dei metri quadri: se verrai da me all’Inter, dal giorno dopo sarai proprietario di una superficie esattamente uguale. Però in Galleria nel centro di Milano”. Ma Schiavio aveva già deciso e il giorno dopo rispose al telefono dicendo: “Ancora grazie, presidente. Ma non ho nemmeno misurato quei locali. Tanto ho deciso, io resto a Bologna fino alla fine della carriera. E’ la mia squadra, è la mia vita. Io in questa città lavoro con la mia famiglia, e gioco con tutta la passione che ho per la mia squadra. Cosa potrei volere di più? I soldi non me li porterò all’altro mondo, e ai miei discendenti, se avranno voglia di lavorare come ne ho io, resterà anche più del necessario. Io resto un giocatore del Bologna”

 

Galleria storica

Per approfondire:

Libro: “100 storie per 100 anni”, di G. Musi, M. Tarozzi, M.J. Lazzari, edito da Minerva Edizioni

Libro: “Schiavio: il segreto dell’angelo”, di C.F. Chiesa, edito da Minerva Edizioni

Sito: Schiavio-Stoppani: storia dell’aziend