VINCERE SENZA TITOLO: lo scudetto negato al Bologna nel 1927

il Bologna 1926-27

di Davide Gubellini

La storia del Bologna Football Club 1909 ricorda i numerosi trofei internazionali vinti dalla squadra rossoblù nel corso del Novecento.

Prima di tutto, la prima competizione internazionale conquistata da una squadra italiana, la Coppa dell’Europa Centrale, nel 1932, vinta anche nel 1934 e nel 1961.

Poi, il Trofeo dell’Esposizione di Parigi, nel 1937, una vera e propria Champions League dell’epoca, battendo in finale il Chelsea, prima vittoria italiana contro una squadra dei “Maestri” inglesi.

Ancora, nel 1970, la Coppa di Lega Italo Inglese, battendo il Manchester City, fresco vincitore della Coppa delle Coppe.

Fino all’Intertoto, nel 1998, ultimo successo internazionale del Bologna, la cui bacheca, comprendente anche 7 scudetti e 2 Coppe Italia, da oltre 20 anni non è stata più arricchita.

E’ una situazione comune a tante importanti società calcistiche del nostro Paese.

Lo sviluppo finanziario del movimento calcistico ha prodotto una concentrazione di capitali tali da escludere la vittoria in campionato alla maggior parte delle squadre partecipanti.

Dal 2001, gli scudetti sono andati solo a tre squadre, Milan, Inter e Juventus, quest’ultima vincitrice delle ultime 7 edizioni, record inedito per i 115 campionati disputatisi dal 1898 ad oggi.

Il risultato, sul piano agonistico, è sotto gli occhi di tutti.

La Nazionale italiana, nel 125° anniversario della Federazione, è 19° nel Ranking FIFA ed è stata esclusa dalla fase finale degli ultimi campionati mondiali, cosa mai accaduta negli ultimi 60 anni.

Impediti alla possibilità di giocare per vincere una competizione, molte tifoserie, annoiate dalla assenza di alternanza ai vertici, premono sui Clubs per ottenere a tavolino quei titoli ora impossibili da guadagnarsi sul campo.

In effetti la domanda spontanea sarebbe un’altra.

La regola aurea della competizione sportiva prevede un confronto tra pari, per rendere più stimolante il confronto e più incerto il risultato. Ora, è davvero rispettata tale regola di puro buonsenso?

Le richieste avanzate di recente per l’assegnazione di scudetti a tavolino dimostrerebbe il contrario.

Si elencano le seguenti rivendicazione:

1896: Udinese (1° torneo giocato in Italia, con la FIGC non ancora fondata!)

1915: Lazio (per una finale non disputata a causa della guerra)

1925: Genoa (benché sconfitto in semifinale!)

1927: Torino (nonostante il titolo sia stato revocato)

1944: La Spezia (campionato di guerra vinto ma non equiparabile allo scudetto)

A queste richieste è doveroso aggiungere la pretesa della Juventus, la cui società espone tuttora la scritta “36 scudetti” nel proprio Stadio.

La Juventus di fatto non considera che nel campionato del 2005 titolo sia stato revocato e quello del 2006 riassegnato all’Inter, giunta terza.

Tutto questo tocca inevitabilmente la storia del Bologna.

Iniziamo dal 1925. Le richieste genoane per il titolo sono totalmente infondate.

Il Bologna batté il Genoa in semifinale, al termine di un ciclo di cinque partite, per poi battere in finale l’Alba Roma.

Pretendere di assegnare un titolo ad una semifinalista mi pare decisamente improponibile.

Ancor più insostenibile è la richiesta del Torino, circa la riassegnazione di uno scudetto, quello del 1927, revocato alla squadra granata per un illecito sportivo conclamato.

Evidentemente, un reo confesso, tre gradi di giudizio di condanna dalla Magistratura Ordinaria, altrettanti dalla Giustizia Sportiva, la squalifica del Presidente e del Vice Presidente del Torino, non sono argomenti sufficienti per convincersi della correttezza della revoca dello scudetto.

In realtà, il danno lo subì il Bologna, giunto regolarmente secondo.

All’epoca, alle squadre incriminate non venivano assegnati i punti di penalizzazione. Cosa che avrebbe assegnato automaticamente lo scudetto al Bologna, giunto regolarmente secondo.

La Federazione di allora, si limitò alla revoca del titolo alla società giudicata responsabile del caso di corruzione del giocatore Allemandi, nel derby con la Juventus.

Paradossalmente, al Bologna non fu assegnato lo scudetto per un eccesso di fair play, perseguito dal presidente Federale, Leandro Arpinati. Bolognese di adozione, egli non volle apparire di parte assegnando il titolo ai rossoblù.

Tale scudetto è tuttora non assegnato, dopo 91 anni.

Ora però esiste un precedente interessante.

Nel 2006, il titolo revocato alla Juventus fu assegnato all’Inter, terzo classificato, in relazione ai punti di penalizzazione comminati al Milan, giunto secondo.

Da un paio di anni ormai, alcuni appassionati bolognesi, ora riuniti in un Comitato per l’Ottavo scudetto, cercano di raccogliere il consenso popolare sull’argomento.

Il Bologna FC 1909, ha usato uno stile apprezzabile, ben diverso rispetto ai proclami mediatici infondati rilasciati da altre società.

Il Bologna ha dato incarico allo Studio Grassani di poter visionare gli atti proposti in Federazione dal Torino Calcio.

Tra le varie iniziative, l’idea di un film sullo scudetto negato ha raccolto molti consensi capace come sarebbe di poter raggiungere strati della cittadinanza che non conoscono la vicenda.

Di fronte a tante ingiustizie, grandi e piccole, crediamo opportuno ripartire da qui. Vogliamo poter dare un esempio positivo ai più piccoli. Desideriamo dimostrare a loro che giocare pulito è la condizione indispensabile per vivere, nel calcio come nella vita.

Vogliamo dimostrare che magari occorre molto tempo, anche un secolo, se necessario.

Anche postuma, ma la giustizia crediamo debba sempre regnare sovrana.

                                                                                                              SAVENANEWS 15 dicembre 2018

Bologna - Torino 1926-27 al Littoriale

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