INTERVISTA “IMPOSSIBILE” AD ANGELO SCHIAVIO

di Davide Gubellini  

La Nazionale Italiana di Calcio non giocherà i prossimi Campionati Mondiali di Calcio.

Questa assenza rappresenta in modo emblematico lo stato di crisi del nostro sport nazionale.

Alle carenze strutturali, insieme organizzative ed economiche, si associano modelli culturali sorpassati, talvolta in spregio ai valori etici dovuti al rispetto dei giovani, delle differenze di genere, di religione, di etnia e alla cultura sportiva, nel suo complesso.

Al di là degli aspetti prettamente agonistici, è ormai una esigenza condivisa nella opinione pubblica la necessità di rifondare il movimento calcistico dalle sue fondamenta, organizzative e culturali.

La Lega Calcio è commissariata da tempo, il Presidente della FIGC si è dimesso e la Nazionale non ha ancora il nuovo allenatore.

Il dibattito è aperto.

L’Associazione Percorso della Memoria Rossoblù è impegnata su più fronti.

In particolare opera per il recupero delle esperienze di vita dei campioni del glorioso passato del Bologna Calcio, ritenendo che questo possa costituire un valido esempio anche per le giovani generazioni.

Il calcio come metafora di vita; i sacrifici affrontati per affermare la propria personalità, grazie al rispetto delle regole e dei valori fondanti la società, oltre che lo stesso gioco del calcio: onestà, correttezza, rispetto.

Per questo motivo abbiamo creduto utile coinvolgere un ragazzo in una sorta di gioco.

Fare cioè immaginare a lui una intervista impossibile, dedicata al campione rossoblù del passato da lui preferito.

L’autore è figlio di un socio della Associazione, appassionato come il padre di storia del Bologna.

La scelta di Gabriele, questo il nome del dodicenne, è caduta su Angelo Schiavio.

Buona lettura!

SAVENANEWS 15 luglio 2018

angelo-schiavio

di Gabriele Gubellini 

UN PICCOLO CONTRIBUTO PER LA RIFONDAZIONE DEL CALCIO ITALIANO: IL RICORDO DEI VALORI ESPRESSI DAI CAMPIONI DEL PASSATO.

Un dodicenne di oggi intervista Angelo Schiavio

Buongiorno signor Schiavio, siamo onorati di riceverla.  Posso farle un’intervista sul suo passato da calciatore?

“Buongiorno Gabriele. Certo, mi fa sempre piacere parlare del Bologna. Ma come mai vuoi fare delle domande proprio a me?”

Perché lei è il mio campione preferito!

“Ma dai! Con quelli che ci sono adesso: Ronaldo, Messi!”

Intanto loro non sono ancora Campioni del Mondo, invece lei sì nel 1934, e poi con il gol decisivo!

“Eh, quella volta che i giornali scrissero che ero svenuto…invece ero solo stufo, capirai, eravamo alla fine dei tempi supplementari!”

Cosa pensa del calcio di oggi?

“Penso che sia una cosa totalmente diversa da quello che praticavamo anni fa. Adesso i soldi contano molto di più di un tempo. Forse contano troppo.”

In che senso?

“Vedi Gabriele, io lavoravo nel negozio di famiglia e giocavo a calcio per divertimento. Non ho mai capito come potessi guadagnare dei soldi per fare una cosa che praticavo per passione…”

Beh adesso le cose sono diverse…

“Certo, i tempi cambiano e non è giusto fare paragoni, però ci vuole sempre una po’ di misura, nelle cose.”

Quindi secondo lei le cose vanno male solo perché ci sono troppi soldi nel calcio?

“No, no. Certo, il fatto che ci siano dei procuratori che diventano ricchissimi spostando i giocatori ogni anno hanno reso meno importanti gli stessi Presidenti delle squadre. Però il problema secondo me, soprattutto adesso in Italia, è che c’è poca educazione.”

Cosa vuole dire?

“Voglio dire che bisogna sempre tifare a favore della propria squadra, mai contro i propri avversari. Invece adesso allo stadio mi sembra che ci siano troppi cori razzisti e addirittura della violenza. Per me c’è n’è fin troppa!”

Tornando a lei, se dovesse cambiare qualcosa nella sua carriera?

“Ah, niente, perché dal calcio ho avuto tutto; e poi mi ha permesso di stare vicino alla mia famiglia.”

Cioè?

“Beh, lo sanno tutti; dopo i mondiali del 1934 il presidente dell’Inter mi voleva a tutti i costi per rifare a Milano l’attacco che aveva vinto la Coppa.”

Ah, si. Adesso mi ricordo. Una volta ho visto uno spettacolo a Teatro che raccontava la storia del Bologna

“E’ un bell’onore…”

E su di lei c’era ovviamente anche questa parte importante per il futuro dei rossoblù…

“eh, e cosa diceva?”

L’attore che lo impersonava diceva che lei ringraziava il Presidente dell’Inter per  l’offerta economica molto generosa, ma preferiva stare a Bologna, perché aveva il negozio e la gente gli voleva bene.

“Proprio così! Hanno fatto bene quella recita… Penso che i soldi siano certamente importanti nella vita ma non devono essere lo scopo principale.”

Senta signor Schiavio; lei ha vinto tutto, però avrà subito anche delle sconfitte.

“Certamente, ma fanno parte del gioco, come nella vita. Non è bravo chi non cade mai (anche perché è impossibile, non cadere mai, nella vita); è bravo chi sa sempre rialzarsi, dopo una caduta.  Ma tu giochi al pallone?”

Mah. Ero bravino in porta, poi però ho preferito la pallamano…

“La pallamaaanoo! Ma cos’è? Ah ho capito… una volta l’avevo vista alle Olimpiadi di Berlino, nel 1936… Senti l’importante è fare comunque dello sport. Ma a scuola vai bene?”

Ohh, per forza! Se no chi la sente la mamma?

Gabriele Gubellini

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